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Enti Pubblici: pagamenti entro i 60 giorni, poi penale 8 %

BRUXELLES
Accordo fatto tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla proposta di direttiva destinata a limitare i ritardi di pagamento delle fatture.

Il compromesso raggiunto prevede che le amministrazioni pubbliche debbano pagare fornitori di beni e servizi entro 60 giorni. Scaduto questo termine si applicherà una penale dell’8%.

Una gran buona notizia per le piccole e medie imprese;  il provvedimento consentirà di rimettere in circolazione una liquidità di circa 180 miliardi di euro e di tenere così in vita tante Pmi che rischiano di soffocare» sotto il peso della crisi e dei ritardi nei pagamenti. L’intesa prevede una deroga al limite dei 60 giorni, nell’ambito della pubblica amministrazione, solo per il settore sanitario.

In questo caso i pagamenti non potranno comunque essere effettuati dopo 120 giorni. Un limite che rappresenterà in ogni caso una rivoluzione per la sanità italiana, ed in particolare per la maggior parte delle regioni del Mezzogiorno dove i ritardi nei pagamenti del settore sanitario arrivano ha raggiungere e superare i termini di 400 giorni. Per il resto la regola stabilita dalla proposta di direttiva prevede per la pubblica amministrazione che i pagamenti vengano effettuati entro un massimo di 60 giorni. E chi non rispetterà questo termine dovrà riconoscere al creditore un tasso di interesse legale dell’8%. Per quanto riguarda i pagamenti tra imprese private quello dei 60 giorni resta un termine di riferimento «salvo accordi differenti tra le parti». Sempre a patto che, secondo quanto prevede la direttiva, questi accordi non risultino iniqui per i creditori.

Dopo l’accordo raggiunto stasera la proposta di direttiva sui ritardi di pagamento dovrebbe essere votata dall’aula dell’europarlamento in ottobre e approvata definitivamente entro l’anno. A due anni dalla sua pubblicazione dalla gazzetta ufficiale dell’Ue il provvedimento dovrà essere recepito negli ordinamenti nazionali ed essere pienamente operativo.